Gestorius System

Uno degli strumenti che alcune imprese vinicole stanno approntando per affrontare il difficile momento riguarda la formula dell’affitto del ramo d’azienda, di solito con un canone annuo fisso e una percentuale sul fatturato. Il vantaggio consiste nell’introdurre altri soggetti nell’azienda, che, seppur con novità organizzative, produttive e commerciali, resta comunque di proprietà, senza quindi cedere la propria quota societaria e lasciandosi il tempo per valutare se rientrare nella gestione o arrivare poi ad una cessione definitiva. Così come chi subentra, terminato l’affitto, può valutare, con cognizione di causa, se comprare o meno. In media, i termini dell’affitto gestorio variano tra i 5 e i 7 anni (anche perché sotto i 3 anni non c’è nemmeno il tempo materiale, per le parti, per verificare in concreto se conviene o meno acquisire o vendere). E, una volta terminato il quinquennio, c’è l’opzione di riscatto con un prezzo definito da contratto, con il vantaggio di non investire subito somme importanti nell’acquisizione, cercare di portare l’attività in equilibrio finanziario, o comunque a minimo rendimento, e poi, dopo qualche anno, conoscendo anche meglio l’impresa, pensare eventualmente ad acquisirla.

La chiave è

la managerializzazione delle aziende aderenti, attraverso la centralizzazione di funzioni come commerciale, finanza, acquisti, export e marketing. Per dare forza e scalabilità al progetto, Gestorius dovrebbe dotarsi di una struttura comune con:
CEO / Direttore Generale
CFO
Direttore Commerciale
Export Manager
Responsabile Marketing
Ufficio Acquisti centralizzato
Consulenti (enologo, agronomo, mediatore vino sfuso, ecc.)
È proprio questo passaggio che può trasformare Gestorius da una serie di affitti d’azienda a una vera piattaforma di investimento, potenzialmente interessante anche per investitori istituzionali.